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Gli orrori di casa nostra
La marea gialla vista dai "ragazzi del Continente".
Carlo Mannoni |
Sabato 17 luglio 2013. Sono in quattro, una coppia di Cagliari innamorata di Alghero, l'altra di Roma, loro ospite.
Parcheggiata la macchina negli spazi di sosta delimitati davanti alla spiaggia algherese di Maria Pia, i quattro si dirigono verso il litorale percorrendo, lungo la pineta, l'apposito sentiero che dopo la breve salita li porta su in cima alle dune di sabbia bianca e fine, e poi giù giù verso la spiaggia, sprofondando quasi nella morbida rena lungo gli splendidi ginepri.
Lo sguardo dei quattro, soprattutto quello degli ospiti, abbraccia inizialmente il panorama d'insieme: dai ginepri sul mare sino al profilo della città, poi il porto e, via via lungo l'orizzonte, sino a Fertilia. Bellissimo!
"Oh no!!!", una esclamazione forte della coppia di Cagliari, un misto tra imprecazione-recriminazione-esortazione-disperazione interrompe l'incantesimo."Oh no!", si associano gli amici romani passando in pochi secondi dall'incanto al disincanto.
"Oh no! Ancora la marea gialla!", imprecano i due giovani sardi innamorati di Alghero, e come se quella fosse casa loro si dannano l'anima a spiegare, rassicurare, giustificare."Provate ad immaginare il litorale senza questo colore che sa di acqua sporca: splendido!", fanno i due, "di una splendida normalità".
I ragazzi della penisola sono davvero per bene: diplomaticamente ringraziano, rassicurano, assecondano, quasi ignorando il colore giallognolo del litorale."Però speriamo che voi sardi almeno questo orrore non lo addebitiate a Roma - aggiungono i due - dato che, come altri in Sardegna, ve lo siete procurato da soli in piena scienza e coscienza."
I quattro, nel pomeriggio, dopo un timido bagno "in punta di piedi" lasciano la spiaggia di Maria Pia. A fine serata un meraviglioso tuffo alla Dragunara, tra Porto Conte e Capo Caccia, ("il più bel bagno di questi ultimi anni" esultano i ragazzi di Roma) li riconcilia con il creato.
Parcheggiata la macchina negli spazi di sosta delimitati davanti alla spiaggia algherese di Maria Pia, i quattro si dirigono verso il litorale percorrendo, lungo la pineta, l'apposito sentiero che dopo la breve salita li porta su in cima alle dune di sabbia bianca e fine, e poi giù giù verso la spiaggia, sprofondando quasi nella morbida rena lungo gli splendidi ginepri.
Lo sguardo dei quattro, soprattutto quello degli ospiti, abbraccia inizialmente il panorama d'insieme: dai ginepri sul mare sino al profilo della città, poi il porto e, via via lungo l'orizzonte, sino a Fertilia. Bellissimo!
"Oh no!!!", una esclamazione forte della coppia di Cagliari, un misto tra imprecazione-recriminazione-esortazione-disperazione interrompe l'incantesimo."Oh no!", si associano gli amici romani passando in pochi secondi dall'incanto al disincanto.
"Oh no! Ancora la marea gialla!", imprecano i due giovani sardi innamorati di Alghero, e come se quella fosse casa loro si dannano l'anima a spiegare, rassicurare, giustificare."Provate ad immaginare il litorale senza questo colore che sa di acqua sporca: splendido!", fanno i due, "di una splendida normalità".
I ragazzi della penisola sono davvero per bene: diplomaticamente ringraziano, rassicurano, assecondano, quasi ignorando il colore giallognolo del litorale."Però speriamo che voi sardi almeno questo orrore non lo addebitiate a Roma - aggiungono i due - dato che, come altri in Sardegna, ve lo siete procurato da soli in piena scienza e coscienza."
I quattro, nel pomeriggio, dopo un timido bagno "in punta di piedi" lasciano la spiaggia di Maria Pia. A fine serata un meraviglioso tuffo alla Dragunara, tra Porto Conte e Capo Caccia, ("il più bel bagno di questi ultimi anni" esultano i ragazzi di Roma) li riconcilia con il creato.
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