Cerca nel blog
Concessione scogli piatti: ora sappiamo
La fase istruttoria avrebbe dovuto impedire l'avvio del procedimento di concessione.
![]() |
Carlo Mannoni |
Ora sappiamo senza possibilità di essere smentiti, che il tratto di costa del "mare degli scogli piatti" di Alghero richiesto in concessione dall'imprenditore alberghiero è il "tratto di spiaggia ricoperto dalla posidonia".
Lo precisa testualmente lo stesso imprenditore nell'articolo "Alghero muore a causa degli algheresi" pubblicato su questo quotidiano.
Ce lo conferma inoltre, su facebook, anche il "Comitato per gli scogli piatti" che questa mattina ha potuto prendere visione della richiesta della concessione con i relativi documenti dando alcune importanti informazioni preliminari sullo stato del procedimento.
Cambia qualcosa rispetto alle considerazioni da me fatte nell'articolo "La concessione demaniale degli "scogli piatti"?
Ce lo conferma inoltre, su facebook, anche il "Comitato per gli scogli piatti" che questa mattina ha potuto prendere visione della richiesta della concessione con i relativi documenti dando alcune importanti informazioni preliminari sullo stato del procedimento.
Cambia qualcosa rispetto alle considerazioni da me fatte nell'articolo "La concessione demaniale degli "scogli piatti"?
Non cambia nulla e, come ho risposto all'imprenditore, ora che sappiamo di quale concessione si tratta, ovvero del piccolo arenile ricoperto dalle alghe, il mio articolo rimane pienamente attuale e valido, dato che quando ho parlato della mia prima conoscenza di quel tratto di mare nell'estate 1959 mi riferivo a tutto il golfo, compreso il piccolo arenile allora frequentato come in tanti degli anni successivi.
I nuovi dati ora a nostra conoscenza mi inducono però ad aggiungere qualche ulteriore considerazione che entra nel merito del procedimento di concessione appena avviato.
La considerazioni attengono alla assoluta carenza e contraddittorietà della fase istruttoria che avrebbe dovuto impedire l'avvio del procedimento di concessione. Le direttive della Regione sulla gestione del demanio marittimo (delibera n. 25/42 del 2010 della giunta regionale) stabiliscono chiaramente (articoli 11, 21 e 23) che alla concessione di tratti del litorale si può provvedere purché la lunghezza della spiaggia sia superiore a 150 metri misurati lungo la battigia e "sempre che condizioni delle spiagge lo consentano" e, qualora siano rispettate tali condizioni, l'utilizzo dell'arenile deve essere limitato al 30 % della superficie utile, detratta la fascia di rispetto di 5 metri dalla linea di riva verso l'interno.
Ebbene nessun atto istruttorio preliminare appare adottato dal comune al fine di accertare la sussistenza di tali condizioni. Se fosse stato assunto, il procedimento di richiesta della concessione sarebbe stato inevitabilmente interrotto dato che nessuna delle condizioni richieste appare rispettata.
La piccola spiaggia risulta infatti di gran lunga inferiore ai 150 metri previsti dalla direttiva regionale.Gli uffici comunali, pur sapendolo, hanno preteso un parere della Regione, ufficio demanio di Sassari (ma perché?), tacendo però sull'arenile e riferendosi ad una concessione che insiste sugli scogli ("la richiesta di parere si riferisce ad un tratto di litorale roccioso avente sviluppo di 110 metri"). La Regione ha risposto ovviamente che il limite dei 150 metri non si riferisce agli scogli ed i funzionari hanno evidentemente interpretato il parere come se fosse riferito all'arenile!
L'imprenditore, inoltre, ha richiesto la concessione di tutto il tratto di spiaggia anziché indicare, in base alla direttiva regionale, il 30% della superficie utile che può essere concessa. Ma anche su questo il comune ha sorvolato ed ha comunque avviato il procedimento per tutto il tratto di arenile precisando che in mancanza di istanze concorrenti la concessione verrà disposta a favore del richiedente in base all'istanza presentata (che interessa l'intero tratto di spiaggia).
Si sarebbero dovute, inoltre, valutare le condizioni della spiaggia interessata, come richiede la direttiva, per verificare se "le condizioni consentano" la concessione. Poiché la spiaggia è coperta da uno spesso strato di alghe la questione non appare di poco conto, eppure anche di tale aspetto il comune ha preferito non curarsi.
Vorrei concludere con una domanda che ho posto commentando l'articolo dell'imprenditore su questo sito: mi chiedo se basti uno strato di alghe per declassificare, anche agli occhi della gente, un tratto di spiaggia per farlo divenire bene pubblico di serie B e quindi oggetto di concessione senza l'applicazioni delle ordinarie regole dettate dalla legge.
Al di la delle osservazioni e dei ricorsi che chi ha interesse presenterà o meno, mi chiedo se non sarebbe più utile (a tutti, nessuno escluso) che la questione trovasse una ponderata soluzione attraverso il ritiro del bando e una discussione, anche in sede politica, delle questioni che attengono alle concessioni demaniali marittime ai fini turistici in attesa del Piano di utilizzo dei litorali (Pul).
P.S.
Spiaggia (Wikipedia)
I nuovi dati ora a nostra conoscenza mi inducono però ad aggiungere qualche ulteriore considerazione che entra nel merito del procedimento di concessione appena avviato.
La considerazioni attengono alla assoluta carenza e contraddittorietà della fase istruttoria che avrebbe dovuto impedire l'avvio del procedimento di concessione. Le direttive della Regione sulla gestione del demanio marittimo (delibera n. 25/42 del 2010 della giunta regionale) stabiliscono chiaramente (articoli 11, 21 e 23) che alla concessione di tratti del litorale si può provvedere purché la lunghezza della spiaggia sia superiore a 150 metri misurati lungo la battigia e "sempre che condizioni delle spiagge lo consentano" e, qualora siano rispettate tali condizioni, l'utilizzo dell'arenile deve essere limitato al 30 % della superficie utile, detratta la fascia di rispetto di 5 metri dalla linea di riva verso l'interno.
Ebbene nessun atto istruttorio preliminare appare adottato dal comune al fine di accertare la sussistenza di tali condizioni. Se fosse stato assunto, il procedimento di richiesta della concessione sarebbe stato inevitabilmente interrotto dato che nessuna delle condizioni richieste appare rispettata.
La piccola spiaggia risulta infatti di gran lunga inferiore ai 150 metri previsti dalla direttiva regionale.Gli uffici comunali, pur sapendolo, hanno preteso un parere della Regione, ufficio demanio di Sassari (ma perché?), tacendo però sull'arenile e riferendosi ad una concessione che insiste sugli scogli ("la richiesta di parere si riferisce ad un tratto di litorale roccioso avente sviluppo di 110 metri"). La Regione ha risposto ovviamente che il limite dei 150 metri non si riferisce agli scogli ed i funzionari hanno evidentemente interpretato il parere come se fosse riferito all'arenile!
L'imprenditore, inoltre, ha richiesto la concessione di tutto il tratto di spiaggia anziché indicare, in base alla direttiva regionale, il 30% della superficie utile che può essere concessa. Ma anche su questo il comune ha sorvolato ed ha comunque avviato il procedimento per tutto il tratto di arenile precisando che in mancanza di istanze concorrenti la concessione verrà disposta a favore del richiedente in base all'istanza presentata (che interessa l'intero tratto di spiaggia).
Si sarebbero dovute, inoltre, valutare le condizioni della spiaggia interessata, come richiede la direttiva, per verificare se "le condizioni consentano" la concessione. Poiché la spiaggia è coperta da uno spesso strato di alghe la questione non appare di poco conto, eppure anche di tale aspetto il comune ha preferito non curarsi.
Vorrei concludere con una domanda che ho posto commentando l'articolo dell'imprenditore su questo sito: mi chiedo se basti uno strato di alghe per declassificare, anche agli occhi della gente, un tratto di spiaggia per farlo divenire bene pubblico di serie B e quindi oggetto di concessione senza l'applicazioni delle ordinarie regole dettate dalla legge.
Al di la delle osservazioni e dei ricorsi che chi ha interesse presenterà o meno, mi chiedo se non sarebbe più utile (a tutti, nessuno escluso) che la questione trovasse una ponderata soluzione attraverso il ritiro del bando e una discussione, anche in sede politica, delle questioni che attengono alle concessioni demaniali marittime ai fini turistici in attesa del Piano di utilizzo dei litorali (Pul).
P.S.
Spiaggia (Wikipedia)
"A seconda del tipo di sedimenti disponibili, materiali di diversa granulometria possono accumularsi sulle spiagge: si va da ghiaia e ciottoli dove l'energia del mezzo è maggiore, a sabbia per la grande maggioranza delle spiagge, fino a fango, soprattutto presso la foce di grandi fiumi che trasportano grandi quantità di sedimenti molto fini".
Altri in
Recenti in
Recenti in
Commenti