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Medici senza frontiere
Esempi di chiara violazione della riservatezza personale altrui per scopi di propaganda elettorale.
Mannoni |
A molti di noi è capitato di richiedere delle visite ospedaliere o di sottoporci ad un trattamento di fisioterapia in qualche struttura privata.
All’atto dell’accettazione nelle diverse strutture abbiamo fornito, preliminarmente, i dati della nostra posizione relativa al Servizio sanitario nazionale e, in più, ed esclusivamente per qualsiasi comunicazione inerente la visita o il trattamento sanitario richiesto, anche il numero del nostro cellulare.
Quel numero, unitamente all’identificazione del suo possessore con i dati della sua residenza, è considerato, in base alla legislazione sulla privacy, un “dato personale” che, in base al “principio di finalità”, può essere utilizzato da soggetti terzi esclusivamente per la ragioni per cui lo stesso è stato fornito agli operatori sanitari.
Queste le premesse con la relativa regola di civiltà oltreché giuridica. Qualche giorno fa, però, è successo che un mio familiare abbia ricevuto sul suo cellulare questo sms:
Quel numero, unitamente all’identificazione del suo possessore con i dati della sua residenza, è considerato, in base alla legislazione sulla privacy, un “dato personale” che, in base al “principio di finalità”, può essere utilizzato da soggetti terzi esclusivamente per la ragioni per cui lo stesso è stato fornito agli operatori sanitari.
Queste le premesse con la relativa regola di civiltà oltreché giuridica. Qualche giorno fa, però, è successo che un mio familiare abbia ricevuto sul suo cellulare questo sms:
“Ho avuto il piacere di conoscerla nel mio studio di fisioterapia. Sono candidato alle regionali con l’UDC. Spero di avere la sua fiducia ” .
Firmato l’aspirante onorevole di Cagliari.
Dopo una lettura stizzita una domanda rivolta al sottoscritto: poteva farlo? No, non poteva, è stata la mia risposta, ci mancherebbe! Il Garante della privacy è stato esplicito nel provvedimento pubblicato sulla gazzetta ufficiale del 14 gennaio 2013, dicendo no a sms, telefonate od email senza consenso e negando la possibilità di utilizzare ai fini di propaganda elettorale “gli archivi dello stato civile, l’anagrafe dei residenti e gli indirizzi raccolti per svolgere compiti istituzionale dei soggetti pubblici o per prestazione di servizi, anche di cura”.
E’ successo un caso analogo in questi giorni anche ad Alghero. Mi racconta, infatti, un amico che un suo familiare ha ricevuto nei giorni scorsi, tramite il suo cellulare, una non gradita telefonata da parte di una candidata locale di FI che gli ha chiesto il voto, esordendo nella telefonata con un bel “tu” confidenziale . Fin qui niente di strano, ha precisato l’amico, se non fosse che la candidata è un medico ospedaliero che qualche giorno prima aveva visitato il suo congiunto (che le aveva lasciato il suo numero di cellulare per i successivi appuntamenti) e che da quello stesso medico dovrà tornare.
I due fatti si commentano da soli. Sono due esempi di chiara violazione della riservatezza personale altrui per scopi di propaganda elettorale. Come se un tal dei tali, solo perché candidato in una competizione elettorale, entrasse a casa vostra senza chiedere il permesso e, accomodatosi nel vostro salotto, cominciasse ad illustrarvi la sua candidatura chiedendovi poi il voto. So, in questo caso, che la maggior parte di voi non gli farebbe terminare il discorso e qualche altro chiamerebbe addirittura i carabinieri.
Spero non mi accusiate di partigianeria dato che ho denunciato questi antipatici casi provenienti da due candidati di centro destra alle prossime elezioni regionali. Sono gli unici casi che conosco e di uno dei due sono stato quasi diretto testimone. Per una strana concomitanza gli autori di questi atti di violazione della privacy sono entrambi medici: per questo li ho voluti ironicamente definire, nel titolo di questo intervento, “Medici senza frontiere, e non vi sarà difficile capire il perché.
Dopo una lettura stizzita una domanda rivolta al sottoscritto: poteva farlo? No, non poteva, è stata la mia risposta, ci mancherebbe! Il Garante della privacy è stato esplicito nel provvedimento pubblicato sulla gazzetta ufficiale del 14 gennaio 2013, dicendo no a sms, telefonate od email senza consenso e negando la possibilità di utilizzare ai fini di propaganda elettorale “gli archivi dello stato civile, l’anagrafe dei residenti e gli indirizzi raccolti per svolgere compiti istituzionale dei soggetti pubblici o per prestazione di servizi, anche di cura”.
E’ successo un caso analogo in questi giorni anche ad Alghero. Mi racconta, infatti, un amico che un suo familiare ha ricevuto nei giorni scorsi, tramite il suo cellulare, una non gradita telefonata da parte di una candidata locale di FI che gli ha chiesto il voto, esordendo nella telefonata con un bel “tu” confidenziale . Fin qui niente di strano, ha precisato l’amico, se non fosse che la candidata è un medico ospedaliero che qualche giorno prima aveva visitato il suo congiunto (che le aveva lasciato il suo numero di cellulare per i successivi appuntamenti) e che da quello stesso medico dovrà tornare.
I due fatti si commentano da soli. Sono due esempi di chiara violazione della riservatezza personale altrui per scopi di propaganda elettorale. Come se un tal dei tali, solo perché candidato in una competizione elettorale, entrasse a casa vostra senza chiedere il permesso e, accomodatosi nel vostro salotto, cominciasse ad illustrarvi la sua candidatura chiedendovi poi il voto. So, in questo caso, che la maggior parte di voi non gli farebbe terminare il discorso e qualche altro chiamerebbe addirittura i carabinieri.
Spero non mi accusiate di partigianeria dato che ho denunciato questi antipatici casi provenienti da due candidati di centro destra alle prossime elezioni regionali. Sono gli unici casi che conosco e di uno dei due sono stato quasi diretto testimone. Per una strana concomitanza gli autori di questi atti di violazione della privacy sono entrambi medici: per questo li ho voluti ironicamente definire, nel titolo di questo intervento, “Medici senza frontiere, e non vi sarà difficile capire il perché.
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