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Le ricerche petrolifere nel Mare di Sardegna
Perché Cappellacci ha aspettato tanto tempo per contestare il decreto ministeriale viste le polemiche che ha suscitato.
Mannoni |
Il presidente della Regione si è accorto ieri del decreto del ministro dell'economia che ha autorizzato le ricerche petrolifere a largo del Mare di Sardegna in un tratto che si proietta sul litorale che va dalla costa di Bosa sino a quello dell'estremo sud della Corsica, con Alghero al centro.
Il decreto del ministro dell'economia Zanonato è del 9 agosto del 2013 ed è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale europea il successivo 19 settembre .
Il decreto del ministro dell'economia Zanonato è del 9 agosto del 2013 ed è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale europea il successivo 19 settembre .
Con esso è stata rimodulata la cosiddetta Zona E nel Mare di Sardegna, ai confini col Mare Balearico e, a nord del perimetro, con la linea mediana italo-francese, in un'area estesa quasi quanto i 2/3 della Sardegna. In tale area possono essere richiesti e ottenuti permessi di ricerca a partire dal 19 gennaio 2014.
Mi chiedo perché Cappellacci abbia aspettato tanto tempo per contestare il decreto ministeriale viste le polemiche che tale decreto ha suscitato.
Mi chiedo perché Cappellacci abbia aspettato tanto tempo per contestare il decreto ministeriale viste le polemiche che tale decreto ha suscitato.
Da leggere per riflettere l'articolo sulla rivista Energia Felice del 6 settembre 2013 dal titolo "L'assedio delle trivelle ai nostri mari e le complicità del ministro Zanonato".
Cappellacci se ne è accorto ad una settimana dal voto parlando di una diffida inviata ieri al Ministro: ma non scherziamo! Forse i suoi uffici non leggono né la Gazzetta ufficiale italiana né quella europea? La legislazione attuale non prevede, in materia, il parere delle Regioni e se ciò non andava bene si sarebbero dovute impugnare quelle norme o comunque protestare per tempo. Ora lo stesso Cappellacci spiega che si sarebbe aspettato almeno una consultazione da parte del Ministro.
Pensate, una consultazione: ma lui l'ha mai chiesta?
Cappellacci se ne è accorto ad una settimana dal voto parlando di una diffida inviata ieri al Ministro: ma non scherziamo! Forse i suoi uffici non leggono né la Gazzetta ufficiale italiana né quella europea? La legislazione attuale non prevede, in materia, il parere delle Regioni e se ciò non andava bene si sarebbero dovute impugnare quelle norme o comunque protestare per tempo. Ora lo stesso Cappellacci spiega che si sarebbe aspettato almeno una consultazione da parte del Ministro.
Pensate, una consultazione: ma lui l'ha mai chiesta?
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