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L'amore è vita, sempre. Chi uccide non ama
25 novembre: Giornata contro la violenza sulle donne. Lettera aperta ad uomo solo.
Caro Riccardo, ti scrivo queste righe dopo averci riflettuto a lungo; solo adesso sento il coraggio di espormi e di dirti quello che penso della tua situazione, parlandoti da uomo a uomo.
Voglio che tu sappia che quanto mi hai riferito della tua relazione con Giuliana non mi lascia indifferente, perché penso che tu non debba lasciarti guidare dal risentimento, o sentirti ingannato.
Voglio che tu sappia che quanto mi hai riferito della tua relazione con Giuliana non mi lascia indifferente, perché penso che tu non debba lasciarti guidare dal risentimento, o sentirti ingannato.
L'intreccio perverso tra buonismo e devianza
I percorsi dell'esclusione sociale ad Alghero.
Tonio Mura |
Quanto accaduto nel quartiere di S.Agostino merita un momento di riflessione suppletivo, che vada oltre certi luoghi comuni e superi quelle forme di ilarità, di irrisione e di morboso compiacimento che molti provano quando una o più persone sono in evidente difficoltà o nel bel mezzo di una situazione che può renderle ridicole.
La retorica della partecipazione, della comunicazione e i suoi inganni
Prima vengono gli elettori e poi gli eletti!
Tonio Mura |
Il pretesto di questa mia riflessione è un accadimento che di per se può essere considerato socialmente utile, e cioè l'informazione fornita dal Sindaco Mario Bruno alla stampa a proposito del Bilancio di previsione annuale 2014 e del Documento Unico di Programmazione (DUP) 2014-16. Informazione resa in anticipo rispetto alla presentazione e alla discussione dei documenti contabili e di programma in seno al Consiglio comunale.
Cattedrale, un altro ferragosto senza la facciata in vista
Declassata nei programmi ufficiali anche la tradizione che lega gli algheresi a Nostra Senyora de basa-peus.
Tonio Mura |
Sarà un ferragosto col botto. Perché si ripete la magia dei fuochi d’artificio ma soprattutto perché la città è invasa dai vacanzieri, tutte le attività viaggiano a pieno ritmo e, finalmente, si esalta la vocazione turistica
del nostro territorio. Ce n’è per tutti anche se colpisce un calendario di iniziative culturali e artistiche di sicuro livello, che si dispiegano, a volte accavallandosi, nelle due settimane più intense della stagione turistica algherese.
del nostro territorio. Ce n’è per tutti anche se colpisce un calendario di iniziative culturali e artistiche di sicuro livello, che si dispiegano, a volte accavallandosi, nelle due settimane più intense della stagione turistica algherese.
C’è il desiderio di fare bella figura, di trovarsi pronti per l’assalto dei famosi centomila e più, di riguadagnare il primato di città principe del turismo in Sardegna. Tutto questo se guardiamo le cose senza considerare la realtà tutta intera del ferragosto algherese, che da sempre è anche festa religiosa. Prova ne sia che all’interno della cattedrale si monta il famoso catafalco della prima metà del 1700, recentemente restaurato, dove si compone il letto di Nostra Senyora de basa-peus, la famosa Madonna dormiente.
I volontari del verde
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Tonio Mura |
Chiamo così, infatti, quei cittadini che attrezzati di buona volontà e di zappa, si sono dedicati e si dedicano a fare quello che ormai il personale del Comune non fa da tempo, cioè la cura degli spazi verdi pubblici.
L’anno zero della posidonia oceanica spiaggiata
Non sarà che stiamo sottovalutando il rapporto uomo-terra-mare, tipico del nostro territorio?
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Mura |
Nonostante la seducente ipotesi che l’origine del nome della nostra città sia da ricercarsi nella sequenza sonora alghe-alghero (sottolineo il seducente più che la validità dell’ipotesi), resta il fatto che la sua vocazione turistica è messa a dura prova dal fenomeno della posidonia spiaggiata, quasi a dispetto del titolo che la città porta!
La bella sorpresa della sacrestia della Cattedrale di Alghero
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Antico piviale |
E’ quanto è capitato nella sacrestia di Alghero, dove con la collaborazione del parroco Don Angelo Cocco, per la prima volta sono stati esposti i pezzi unici della raccolta di paramenti sacri e oggetti liturgici custoditi nella Cattedrale.
La rilevanza dell’evento avveniva in corso d’opera, quando la 12^ edizione di Monumenti Aperti praticamente era già pianificata, e nasceva dall’esigenza di coinvolgere i visitatori in quello che è il significato vero di quello spazio, che supera decisamente i riferimenti comunque necessari alla struttura fisica, alla sua storia e alla sua funzione, compreso l’arredo.
Sicuramente unica l’esposizione delle dalmatiche del XVIII secolo, l’abito liturgico tipico dei diaconi, e la lunga serie di casule usate da vescovi e sacerdoti durante le celebrazioni più solenni. Spiccava una casula dorata che si fa risalire al XVI secolo. E’ stato esposto anche un antico piviale, il mantello indossato dai sacerdoti durante le processioni, e un ermellino che insieme alla cotta e all’abito talare distingueva i canonici della Cattedrale, almeno sino alla Riforma Liturgica successiva al Concilio Vaticano II (1963-65).
Tra gli oggetti esposti, un posto di riguardo è stato riservato al faldistorio del XVIII secolo che il Conte di S.Elia regalò al vescovo della città. Si tratta di una poltroncina di bella fattura che porta i titoli del conte e lo stemma episcopale impressi sui pomelli, usata dal Vescovo quando non era in cattedra o come inginocchiatoio.
Tra i libri liturgici almeno due sono oggetto di particolare interesse: il grande Graduale del XVIII secolo, una raccolta di canti liturgici su spartito gregoriano in uso nella Messa di rito latino, e il messale donato alla Cattedrale da Mons. Arduino. Quest’ultimo, decorato in argento e contraddistinto dallo stemma del vescovo, è stato restituito alla Cattedrale dopo che fu oggetto di furto tanti anni fa. Tra le altre cose, delle ampolline per la Messa in stile liberty, a dimostrazione di come gli stili artistici che si sono succeduti nel tempo abbiano influenzato anche la produzione degli oggetti in uso nella liturgia, oltre agli aspetti architettonici e d’arte che ritroviamo un po’ in tutte le chiese storiche.
La visita della sacrestia della Cattedrale quindi ha riservato al visitatore delle belle sorprese, che sicuramente devono essere meglio valorizzate in una prossima edizione di Monumenti Aperti, facendole rientrare nella pianificazione più generale, e oggetto di studio per le guide-volontarie. D'altronde se questa iniziativa ha un senso, esso è da individuarsi nella possibilità di rivalutare di volta in volta gli elementi storici, culturali e artistici che hanno fatto parte della vita della città e ancora oggi la condizionano. Se vogliamo la parte più interessante della visita della sacrestia, quella che ha coinvolto di più i visitatori, è stato proprio il misurarsi con una realtà viva, che come tutte le realtà vive è soggetta a forme di evoluzione e anche di trasformazione. In quella sacrestia è stato reinterpretato il termine di “ monumento”, riportandolo alla sua origine: ricordare, far sapere, riportare alla mente. Ma anche riscoprire, collegare, integrare. Monumento è tutto ciò che rimette in moto la memoria, e in questo senso si vede anche la possibile evoluzione delle prossime edizioni di Monumenti Aperti.
Ammirevole la guida degli alunni del Liceo Scientifico “E. Fermi” di Alghero, che supportati dalla loro insegnante di Storia dell’Arte, prof.ssa Manuela Correddu, sono riusciti a coinvolgere i visitatori in un’esperienza culturale e religiosa di sicuro effetto. Raccogliendo le impressioni, ci sembra doveroso riportare quanto la stessa docente ci ha riferito, e cioè la necessità di rinnovare la manifestazione proprio sotto l’aspetto organizzativo, con l’assegnazione dei siti alle scuole o alle associazioni in forme più condivise. La formula funziona, non ci sono dubbi, ma non bisogna neppure essere molto ripetitivi. Far turnare i volontari, specialmente gli studenti, significa anche trovare nuovi stimoli e nuove conoscenze.
Sicuramente unica l’esposizione delle dalmatiche del XVIII secolo, l’abito liturgico tipico dei diaconi, e la lunga serie di casule usate da vescovi e sacerdoti durante le celebrazioni più solenni. Spiccava una casula dorata che si fa risalire al XVI secolo. E’ stato esposto anche un antico piviale, il mantello indossato dai sacerdoti durante le processioni, e un ermellino che insieme alla cotta e all’abito talare distingueva i canonici della Cattedrale, almeno sino alla Riforma Liturgica successiva al Concilio Vaticano II (1963-65).
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Faldistorio |
Tra i libri liturgici almeno due sono oggetto di particolare interesse: il grande Graduale del XVIII secolo, una raccolta di canti liturgici su spartito gregoriano in uso nella Messa di rito latino, e il messale donato alla Cattedrale da Mons. Arduino. Quest’ultimo, decorato in argento e contraddistinto dallo stemma del vescovo, è stato restituito alla Cattedrale dopo che fu oggetto di furto tanti anni fa. Tra le altre cose, delle ampolline per la Messa in stile liberty, a dimostrazione di come gli stili artistici che si sono succeduti nel tempo abbiano influenzato anche la produzione degli oggetti in uso nella liturgia, oltre agli aspetti architettonici e d’arte che ritroviamo un po’ in tutte le chiese storiche.
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Casula donata da Mons. Arduino |
Ammirevole la guida degli alunni del Liceo Scientifico “E. Fermi” di Alghero, che supportati dalla loro insegnante di Storia dell’Arte, prof.ssa Manuela Correddu, sono riusciti a coinvolgere i visitatori in un’esperienza culturale e religiosa di sicuro effetto. Raccogliendo le impressioni, ci sembra doveroso riportare quanto la stessa docente ci ha riferito, e cioè la necessità di rinnovare la manifestazione proprio sotto l’aspetto organizzativo, con l’assegnazione dei siti alle scuole o alle associazioni in forme più condivise. La formula funziona, non ci sono dubbi, ma non bisogna neppure essere molto ripetitivi. Far turnare i volontari, specialmente gli studenti, significa anche trovare nuovi stimoli e nuove conoscenze.
La Caritas in Veritate e il fenomeno migratorio, compreso quello sardo
Pensavamo di essere un’Isola che accoglie.
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Tonio Mura |
Sembrano lontane ma stanno lì, appena dietro l’angolo: parlo delle prossime elezioni europee.
Lo dico perché fra poco, di esse, si comincerà a sgranare i temi più caldi e fra questi quello dei migranti, dei tanti migranti extracomunitari che arrivano o vogliono arrivare in Europa, e dei tanti migranti comunitari che dall’Europa dell’Est e con un semplice documento di riconoscimento entrano nei nostri Paesi in cerca di miglior fortuna.
Gli inquietanti primati delle servitù militari in Sardegna
Il Poligono sperimentale più grande e più importante d’Europa è un vero e proprio teatro di morte.
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Tonio Mura |
Quando parliamo di servitù militari in Sardegna dobbiamo necessariamente sbriciolare numeri da record.
L’estensione dei territori vincolati per attività funzionali all’esercito o addirittura destinati ad esercitazioni militari è pari a 35.000 ettari, quasi come la nuova provincia di Sassari.
Se consideriamo però le aree marine interdette alla pesca e a qualsiasi altra attività civile ne viene che le servitù militari hanno un’estensione pari, se non superiore, a tutto il territorio della nostra Isola.
I costi della politica e la responsabilità del cittadino elettore
Rinnovare non vuol dire cambiare il centro-destra col centro-sinistra (l’esperienza Lubrano insegna!).
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Tonio Mura |
Il caso Barracciu, e la sua esclusione dalla competizione elettorale, la dice lunga sul peso che riveste oggi la magistratura nella vita politica sarda.
L’indagine sull’utilizzo dei fondi pubblici destinati ai gruppi consiliari regionali di fatto ci consegna consiglieri già reclusi, altri agli arresti domiciliari, altri ancora semplicemente indagati.
Sotto torchio ci sono i partiti rappresentati in consiglio regionale, e tra i nomi coinvolti figurano anche esponenti politici di spicco, che avevano una larga base elettorale.
I giovani sardi e la voglia di riscatto
La scuola di oggi sradica dal territorio, censura la cultura del posto, impone la lingua italiana e non crea identità.
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Tonio Mura |
Quando i miei alunni arrivano in quinta sento la necessità di passare ad essi qualcosa che rimanga, che rimanga nel tempo, al di là della mia disciplina e dei miei interessi personali.
Da persona adulta vorrei che potessero percepire lo stesso sentimento che in gioventù mi ha spinto a sopportare tante prove e tanti sacrifici, a controllare la ribellione che covava dentro di me e che più di una volta è scoppiata in gesti che oggi non consiglio a nessuno.
Alghero e il pericolo Cleopatra
Da noi la conta dei morti sarebbe stata alta, tragicamente alta.
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Tonio Mura |
Cosa sarebbe successo se il ciclone Cleopatra anziché sfiorarci fosse passato esattamente sulle nostre teste, sulla città di Alghero e nei suoi dintorni? Rispondo subito: sarebbe stato un disastro, più o meno quello che è capitato ad Olbia, e anche da noi la conta dei morti sarebbe stata alta, tragicamente alta.
Dalla crisi si esce tutti più maturi, anche in politica
Un severo mea culpa non guasterebbe.
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Tonio Mura |
Devo essere sincero: non mi aspettavo molto dal sindaco Lubrano, lo vedevo estraneo alla politica di chi lo ha proposto alle primarie e poi lo ha sostenuto in campagna elettorale, sino alla vittoria.
Però con Lubrano il centro-sinistra è ritornato al governo della città, e non di una città qualunque!
Vorrei essere più chiaro: se il sindaco Lubrano ancora non è riuscito a imprimere il cambiamento atteso dai suoi elettori è perché una cosa sono le belle idee del programma elettorale (talvolta fantasiose), altra cosa è misurarsi con lo sfascio in cui versa il nostro Comune.
Navigando verso il cambiamento. Emigranti che fanno la storia.
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Tonio Mura |
Il mare è una striscia, un pezzo di Mediterraneo, tra l’Africa e la Sicilia.
Oggi ci navigano i disperati, una volta i greci, i fenici o i romani, e le terre bagnate da quel mare erano sorelle: Atene e Alessandria, Cartagine e Tharros, Roma e Bisanzio.
Ritornare alla terra
Una proposta per rilanciare l’agroalimentare in Sardegna.
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Tonio Mura |
Ritornare alla terra! È questo lo slogan che da più parti è presentato come scaccia crisi, con un occhio rivolto soprattutto ai giovani.
Uno slogan che potrebbe funzionare anche in Sardegna, specialmente dopo che la crisi dell’industria ha lasciato migliaia di famiglie senza stipendio e un numero indefinito di professionalità fuori mercato.
Ritornare alla terra significa affidarsi alla più grande risorsa che i sardi possiedono, ma significa anche riconquistarci la terra e il mare che ci appartengono.
Festa per i 70 anni di sacerdozio di don Giglio
«Nella vicinanza di Dio sono riuscito a superare tutte le umane debolezze».
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Cerimonia per i 70 anni di don Giglio |
La ricorrenza della Beata Vergine Maria della Mercede è stata l’occasione per celebrare i 70 anni di sacerdozio di Monsignor Giglio, attualmente cappellano della Chiesa di quartiere di S. Agostino e Arciprete del Capitolo della Cattedrale.
Il vuoto delle politiche giovanili ad Alghero
Necessari strumenti culturali e tecnici in grado di svelare questa parte di società.
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Tonio Mura |
Si può costruire una governance cittadina senza sentire l’esigenza di scommettere sui giovani? Si può pensare alla città di domani senza percepire le attese e i desideri di quelli che dovranno viverla? Cosa si fa per dare ai giovani la possibilità di partecipare alle scelte che contano, per garantire il loro diritto di parola, per dare una prospettiva alle loro speranze?
Lascio queste domande così, senza risposta, convinto che ogni lettore attento saprà trarne le dovute conclusioni.
Don Ricciu lascia il posto di Vicario
Il vescovo ha nominato il successore don Giuseppe Curcu.
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Don Ricciu (foto Andrea Manca) |
A margine del convegno sui giovani il vescovo Mauro Morfino ha annunciato la nomina di don Giuseppe Curcu come nuovo Vicario episcopale, in sostituzione di don Pasqualino Ricciu, di cui ha lodato impegno e serietà.
La chiesa di Alghero-Bosa ha scelto: prima i giovani
Si deve puntare sulla loro interiorità e speranza.
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Un momento del convegno |
Per due giorni, il 19 e il 20 di settembre, la Chiesa di Alghero-Bosa, guidata dal suo vescovo, S.E. monsignor Mauro Morfino, si è confrontata con uno dei temi più complessi del nostro tempo: i giovani.
L’occasione è stata il Convegno Ecclesiale Diocesano dal titolo “Giovane dove sei ?!”, e con l’aiuto e la competenza del pastoralista Don Josè Luis Moral, di esperienza internazionale, si è tracciato il quadro della odierna realtà giovanile.
La campanella suona sui vecchi problemi
Viaggio tra gli istituti di Alghero alla ripresa dell'anno scolastico.
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Istituto Alberghiero |
Le campanelle del primo giorno di scuola hanno suonato in tutti gli istituti di Alghero.
La popolazione scolastica algherese, dalla scuola dell’infanzia alla scuola secondaria superiore, supera i 7000 alunni, considerando anche quelli che frequentano le scuole paritarie ( le ex private).
Oltre 1000 sono invece le persone che a vario titolo lavorano nella scuola, di cui ben oltre la metà sono gli insegnanti e gli assistenti di laboratorio; seguono i bidelli, il personale di segreteria, gli assistenti degli alunni con difficoltà, gli addetti alla mensa, quelli della pulizia e quelli delle manutenzioni.
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